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Nell' anno 1544 il cardinale Rodolfo Pio da Carpi (nipote di Alberto, primo signore di Meldola e figlio di Leonello) fondò l'Accademia degli Imperfetti, per dare maggiore incitamento agli studiosi del luogo e stimolare la crescita culturale del paese.
Gli Accademici assunsero questo nome in considerazione dell'imperfettibilità umana ed in omaggio alla modestia e all'umiltà.
L'Accademia scelse come corpo d'impresa il fiume Viti, che passando vicino a Meldola ne bagna le mura.
Sullo stemma era raffigurato un vecchio giacente in terra, il quale versava da un'urna le prime acque delle sue sorgenti; il motto era "Aquirit eundo".
In seguito (1640) Padre Bartolomeo Mastri, Principe dell'Accademia, ne rinnovò le leggi e le diede un nuovo stemma, sostituendo al fiume Viti umanizzato uno sciame d'api che libano fiori ed il motto "Mel dulce tandem", alludendo al nome di Meldola, ma ancor più alle fatiche industriose degli Accademici.
Fu scelta come protettrice Santa Caterina d'Alessandria, che in quel tempo era anche Patrona della città.
L'Accademia fu sciolta nel 1797 dal governo francese in Italia.
Si ha notizia di una riunione degli "Imperfetti" tenuta nell'anno 1820 per onorare, post mortem, l'arciprete Giuseppe Luigi Traversari, Principe dell'Accademia.
L'ultimo accenno all'attività accademica data 1842.
Il 31 luglio 1986 è stata ricostituita, con atto notarile, l'Accademia degli Imperfetti di Meldola, che ha come finalità la promozione e la diffusione della cultura letteraria, artistica e scientifica, nonché la valorizzazione delle potenzialità produttive locali.
La ricostituita Accademia ha dato inizio alla sua attività nell'antica rocca di Meldola; attualmente ha sede nel palazzo "Doria Pamphili", di proprietà comunale, 
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